Sviluppo Personale >> LA MOTIVAZIONE INTRINSECA: La molla delle nostre scelte più autentiche

Lo zoologo Apsley Cherry-Garrard, durante la spedizione antartica del 1910-13 diretta da Robert Falcon Scott, affrontò con due compagni un viaggio di cento chilometri, trascinando nel buio per cinque settimane una slitta del peso di tre quintali, in mezzo a tormente a -60°C. Caddero più volte in crepacci, salvati solo dalla corda attaccata alla slitta, urlando per il dolore causato dalle dita congelate e dai denti spezzati dal continuo battere, ma alla fine riuscirono nel loro obiettivo: scoprire dove si riproducevano i pinguini imperatore e riportare alla base tre delle loro uova.

Cosa li ha sostenuti in questa impresa?

Erano spinti da una forte motivazione intrinseca che li ha portati a raggiungere obiettivi nobili e altamente gratificanti .

Vi è mai capitato di lavorare ininterrottamente su qualcosa senza sentire stanchezza fisica e mentale? Di rimanere assorti nella lettura di un libro senza accorgervi di aver superato la stazione in cui scendere? O di essere così coinvolti in un’attività creativa come il disegno o la musica e non volerla interrompere?

Bene, l’esperienza più rilevante di motivazione intrinseca, nel lavoro, nello sport o nello svago, si ha nella cosiddetta “esperienza di flusso”: un’esperienza di alta concentrazione su una situazione, caratterizzata dal coinvolgimento dinamico e completo di tutta la persona che, fortemente motivata, ha una concentrazione totale che provoca un forte senso di autoefficacia.

In queste situazioni vi è una perdita della dimensione temporale e un’attenzione selettiva sul presente, il ‘qui ed ora’ che esclude tutti gli stimoli non connessi al compito.

E’ la motivazione intrinseca che guida le nostre scelte e ci fa sentire gratificati , liberi , in armonia con noi stessi e con il mondo.

Perché sentirsi capaci di far bene qualcosa è gratificante. Per curiosità, idealismo, voglia di esprimere le proprie potenzialità, senso di appartenenza e orgoglio, senza pensare a un vantaggio o a una ricompensa.

Il motore del pensiero creativo è la motivazione intrinseca e Betty Edwards, nel suo famoso libro ‘Disegnare con la parte destra del cervello’, mette in guardia dall’affannoso desiderio di raggiungere un buon risultato quando si disegna e invita anche l’artista neofita a disegnare “per il gusto o il piacere di farlo” senza pensare di realizzare un ‘bel’ disegno.

La motivazione intrinseca è legata ad una forza, ad una spinta interiore e le emozioni ad essa collegate sono la curiosità, il piacere e la gratificazione in sé.

Per contro, la motivazione estrinseca ci porta a fare qualcosa per raggiungere un vantaggio, o per scongiurare il verificarsi di una situazione sfavorevole, oppure per far piacere ad altri ; l’esempio tipico è lo studente che si iscrive all’Università per soddisfare le aspettative dei genitori , salvo poi abbandonare gli studi .

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